ITALIA – Lecce

Ryanair | ESN Italia | Erasmus Student NetworkMilano Bergamo BGY
Brindisi BDS

🚌 Pugliairbus linea diretta da/per Aeroporto Brindisi ➡ Lecce tempo impiegato circa 1 oretta
🚌 Bus urbano AP questa linea collega Aeroporto Brindisi ➡ stazione FS Brindisi

ℹ️ per informazioni su🕘orari🔗,💰costi biglietti e acquisti visitate la seguente pagine web servizio urbano Brindisi🔗

ℹ️ per informazioni su 🕘orari,💰costi biglietti e acquisti visitate la seguente pagine web Trenitalia🔗

🏛️ Palazzo Arcivescovile

⛪ Duomo di Lecce 

La cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto cattolico di Lecce, chiesa madre dell’arcidiocesi metropolitana omonima. Si trova in piazza del Duomo, nel centro storico della città.

🎭 Teatro Romano

Il teatro romano di Lecce fu casualmente scoperto nel 1929, durante alcuni lavori eseguiti nei giardini di due palazzi storici della città (palazzo D’Arpe e palazzo Romano). Strettamente legato all’anfiteatro romano, esso infatti è stato probabilmente voluto da Augusto il quale, non ancora imperatore trovò rifugio a Lupiae, antica Lecce e per sdebitarsi ordinò la costruzione di entrambi.

 Parrocchia San Matteo Evangelista

Fu costruita nella seconda metà del XVII secolo. Sostituì un’antica cappella quattrocentesca dedicata all’apostolo Matteo, cui era annesso un convento di Francescane. La posa della prima pietra avvenne nel 1667, ad opera del vescovo leccese Luigi Pappacoda, e fu ultimata nel 1700.
Dal 30 aprile 1810 è sede della parrocchia di Santa Maria della Luce, eretta il 16 marzo 1606 in una chiesa omonima fuori le mura e qui trasferita dopo la soppressione del monastero delle Francescane.

⛪ Chiesa di Santa Chiara

La sua prima fondazione, voluta dal vescovo Tommaso Ammirato, risale al 1429; venne in seguito quasi completamente ristrutturata tra il 1687 e il 1691.

🏛️ Anfiteatro romano

L’anfiteatro romano, insieme al teatro, è il monumento più espressivo dell’importanza raggiunta da Lupiae, l’antenata romana di Lecce, tra il I e il II secolo d.C. Augusto, ancor prima di diventare imperatore, passò da Lupiae in un momento particolarmente turbolento.Dopo l’uccisione di Giulio Cesare, cercando in qualche modo di sdebitarsi con l’ospitalità ricevuta si ricordò di Lupiae finanziando la costruzione di 2 grandi edifici da spettacolo: l’anfiteatro romano e il teatro romano di Lecce.
La datazione del monumento è ancora oggetto di discussione e oscilla tra l’età augustea e quella traiano-adrianea.
Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia, effettuati nei primi anni del ‘900. Le operazioni di scavo per riportare alla luce i resti dell’anfiteatro iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell’archeologo salentino Cosimo De Giorgi e si protrassero sino al 1940.
Attualmente è possibile ammirare solo un terzo dell’intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant’Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia. Di fatto l’altezza dell’arena originale era ben superiore rispetto a quella odierna.

 Ex Chiesa di San Marco

La chiesa fu costruita nel 1543 per volere della fiorente colonia di veneziani residente nella città e per questo intitolata a San Marco.
Fino ai primi decenni del XIX secolo era inserita all’interno del tessuto abitativo, il quartiere dei veneziani, e nei suoi pressi correvano anticamente le Logge dei mercanti e la sede del Consolato veneziano. I veneziani, desiderosi di avere una chiesa per celebrare i propri uffici religiosi espressero tale necessità al vescovo di Lecce G. B. Castromediano che donò loro la cappella di San Giorgio, sita nell’area centrale della Piazza dei Mercanti (oggi Piazza Sant’Oronzo).

🏛️ Colonna di Sant’Oronzo

Il monumento venne realizzato utilizzando i rocchi crollati dello stelo marmoreo di una delle due colonne romane che erano poste al termine della Via Appia a Brindisi.
I lavori, iniziati nel 1666 furono ben presto sospesi a causa della mancanza di fondi. Ripresi nel 1681 furono ultimati cinque anni dopo. I lavori furono guidati dall’architetto leccese Giuseppe Zimbalo, il quale costruì il basamento in pietra animato da balaustre e statue e rastremò i rocchi i quali risultavano scheggiati a causa del crollo. Anche il capitello adoperato fu quello dell’antica colonna romana, sul quale venne posizionata una statua (alta 4,16 m) in legno veneziano ricoperta di rame, di Sant’Oronzo, raffigurato in abiti vescovili nell’atto di benedire la città. Durante i festeggiamenti del Santo nell’agosto del 1737, un razzo colpì e bruciò la statua che venne totalmente rifatta; la nuova effigie di S. Oronzo fu fusa in bronzo (sempre a Venezia) e riprese definitivamente il suo posto nel 1739. Durante la guerra del 1940 la statua di sant’Oronzo fu conservata e restaurata nel duomo. Alla fine del conflitto, probabilmente tra il 1945 e 1950 fu definitivamente posizionata sulla colonna.

🕰️ Orologio Delle Meraviglie

 Basilica di Santa Croce

Nell’area dell’attuale basilica, Gualtieri VI di Brienne aveva già fondato un monastero nel XIV secolo, ma fu solo dopo la metà del XVI secolo che si decise di trasformare l’area in una zona monumentale. Per reperire il terreno si requisirono case e proprietà degli ebrei, cacciati dalla città nel 1510. I lavori per la costruzione della basilica si prolungarono per due secoli, fra il XVI e il XVII secolo, e videro coinvolti i più importanti architetti cittadini dell’epoca.
La prima fase della costruzione, cominciata nel 1549, terminò entro il 1582 e vide la costruzione della zona inferiore della facciata, fino all’enorme balconata sostenuta da telamoni raffiguranti uomini e animali. La cupola venne completata nel 1590. Una successiva fase dei lavori, a partire dal 1606, durante la quale vennero aggiunti alla facciata i tre portali decorati.

🌲 Giardini Pubblici Giuseppe Garibaldi

⛪ Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo

La chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo è una chiesa medievale di Lecce. Insieme all’attiguo monastero fu fondata nel 1180 dal conte di stirpe normanna Tancredi d’Altavilla, che divenne re di Sicilia. La costruzione del Tempio rappresenta un vero e proprio ‘modello’ che innovò e al contempo indirizzò poi i dettami architettonici e stilici per la crezione della cosiddetta ‘Nuova Scuola romanica idrutina’ svecchiando la ormai stantia architettura del primo romanico di Terra d’Otranto, dove la componente latina-bizantino-epirota si fuse con gli stilemi d’Oltralpe. A partire dal Tancredi si diffusero dei modelli stilistici che sopravvissero per circa due secoli fino alla realizzazione della chiesa di Santa Caterina a Galatina, della metà del Trecento; arrivando a dettare anche le linee architettoniche per la realizzazione della Cattedrale di Matera[1]. Il Conte donò il complesso ai monaci benedettini, ai quali seguirono nel 1494, per volere di Alfonso II di Napoli, i padri olivetani che rimasero sino al 1807. Nel 1807 Napoleone istituisce i Licei e il complesso diventa Liceo Palmieri (all’epoca “Liceo Nazionale”).Nel 1870 il complesso diventa sede dell’asilo di Mendicità e a partire dagli anni 80′ è sede della facoltà di Beni Culturali.

🏰 Castello Carlo V

L’imperatore Carlo V d’Asburgo nel 1539 emanò l’ordine di demolire il vecchio baluardo principesco, risalente al Medioevo, e di costruire una nuova fortezza, all’avanguardia con le tecniche di architettura militare. I lavori di costruzione e di progettazione furono affidati a Gian Giacomo dell’Acaya, ingegnere generale del Regno di Napoli. La parte più esterna fu realizzata tra il 1539 e il 1549.
Nel 1872 venne colmato il fossato che lo circondava ed eliminati i ponti elevatori delle due porte: “Porta Reale”, l’unica che oggi consente l’accesso, e la “Porta Falsa o di Soccorso”) sul lato posteriore, che è quello più sviluppato ed il più fortificato, per contrastare i pericolosi attacchi che provenivano dalla vicina costa del mare Adriatico.
Per far posto all’imponente mole del castello fu demolito il Convento dei Celestini con l’annessa Chiesa di Santa Croce, in seguito riedificati in via Umberto I, e l’elegante reggia di cui rimane qualche traccia, inglobata nel corpo di fabbrica centrale: il Mastio a Nord-Est, la torre collocata a sinistra nel cortile a la “Torre mozza” posta a Sud-Ovest
Il castello non ebbe solo funzioni difensive; per esempio, nel XVIII secolo una delle sale fu adibita a teatro.
Dal 1870 al 1979 il Castello fu caserma e distretto militare. Il 30 aprile 1983 l’Amministrazione Militare cedette il Castello al Comune di Lecce, che oggi lo utilizza come sede dell’Assessorato alla Cultura e centro per le attività culturali. Il primo piano del castello, area Nord-Ovest e area Sud-Est, è utilizzato per collocarvi eventi, promuovere iniziative culturali e realizzarvi percorsi espositivi.

⛲ Fontana Dell’Armonia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.